Genova sciatta: striscioni pubblicitari nella via dei Rolli, accampamento commerciale e parcheggio di furgoni davanti a Palazzo San Giorgio
Le segnalazioni ci arrivano da due lettori che nei giorni scorsi hanno seguito i nostri articoli sul decoro dimenticato in centro storico e sul mercato che, alla Darsena, impedisce ai turisti persino di vedere il mare a causa dei furgoni posteggiati. La città e la sua immagine “inginocchiati” ai tanti mercati e mercatini inventati recentemente dal Comune e contestati dalla stessa associazione degli ambulanti Aval che lamenta l’abbandono dei mercati rionali e minaccia di manifestare in corteo

Due foto ci sono arrivate questa mattina. Mostrano la tendopoli ambulante a lato di Palazzo San Giorgio. Proprio l’area immediatamente antistante la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale viene utilizzata come posteggio dai furgoni dei commercianti. Una volta non era consentito lasciare i furgoni in zona. Oggi è “liberi tutti”. Ci si chiede se questi furgoni siano autorizzati a stare lì e se lo sono in base a quale regola. Certamente non quella del buon gusto e della visione turistica della città: quello è il posto decisamente più frequentato dai visitatori e si trovano davanti, come in Darsena, una muraglia di furgoni a coprire la prospettiva dei trompe l’oeil sulla facciata dell’antico edificio. Sembra di essere tornati indietro di 20 anni nella cura del decoro della città.
Inoltre i titolari delle bancarelle, probabilmente per proteggersi dal vento, hanno coperto i lati con dei teloni che fanno tanto baraccopoli.
Un’altra segnalazione c’è arrivata nei giorni scorsi da via Garibaldi dove un nostro lettore ha fotografato il ritorno degli striscioni “anni ’60” sulla via dei Palazzi Dei Rolli, a interrompere la prospettiva. Gli striscioni erano stati rimossi per volere del sindaco Marco Bucci durante i Rolli Days. Ora sono tornati. Sono sia lì sia in via San Lorenzo e sono davvero brutti da vedere in due strade di grande pregio architettonico. Essendo passati molti decenni da quando le tesate pubblicitarie si usavano come sistemi di promozione (oggi ci sono i social) ed essendo, ormai e per fortuna, la nostra una città-destinazione del turismo culturale, non sarebbe il caso di eliminarli per sempre?


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